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	<title>Chi_siamo</title>
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	<pubDate>gio, 11 mar 2010 11:32:24 +0100</pubDate>
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		<title>La Fondazione CRF acquisisce undici incisioni del Boett</title>
		<link>http://www.fondazionecrf.eu/La Fondazione CRF acquisisce undici incisioni del Boett.html</link>
		<pubDate>mer, 29 ott 2003 00:00:00 +0100</pubDate>
		<category>General</category>
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		<description>La collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano si è arricchita di altre undici rare incisioni di Giovenale Boetto. L&#039;ente presieduto dal dott. Antonio Miglio ha infatti deciso di acquisire da una rinomata libreria antiquaria di Torino le opere disponibili in catalogo, firmate o attribuite all&#039;architetto e ingegnere militare fossanese. &quot;Si tratta - spiega il presidente Miglio - di alcune notissime vedute che fanno parte delle 142 tavole del Theatrum Sabaudiae, opera realizzata a fine Seicento e di fondamentale importanza per conoscere la disposizione urbanistica dei principali centri del Ducato Sabaudo, con in risalto le opere di difesa, le chiese, gli edifici civili e nobiliari. All&#039;epoca fu quella che oggi definiremmo un&#039;operazione di immagine, perché serviva ai Savoia per accreditarsi, negli anni in cui miravano ad ottenere il titolo regale, presso le principali corti e nei circoli culturali europei, anche a costo di presentare una situazione dei propri possedimenti un po&#039; addomesticata e decisamente più ricca e pomposa di quanto non fosse in realtà In questo senso, il Theatrum è senz&#039;altro un&#039;opera di concezione barocca, dove la forma è esaltata anche a scapito della fedeltà della riproduzione, ma resta comunque uno straordinario documento storico per i dettagli della topografia urbana e del territorio che descrive&quot;. Le opere acquistate dalla Fondazione CRF, impresse nell&#039;edizione del 1725 dalle incisioni su rame realizzate nel 1682 presso Johann Blaeu, ad Amsterdam, raffigurano, in due casi la città di Torino: nella prima, dal titolo &quot;Augusta Taurinorum Obsessa&quot; si presenta la pianta dell&#039;assedio del 1640, incisa dal Boetto su disegno di Tommaso Borgonio; la seconda è una veduta prospettica dell&#039;Eremo dei camaldolesi, l&#039;attuale Sacro Monte sulla collina di Torino, sulla riva destra del Po, con la raffigurazione della città e della corona alpina come sfondo. Una terza incisione è intitolata &quot;Cartusia Augustae Taurinorum&quot; e raffigura appunto la Certosa di Collegno, fondata da Maria Cristina di Savoia; il disegno è nuovamente del Borgonio, e l&#039;incisione è stata attribuita a Boetto dalla studiosa Ada Peyrot. Tutte le altre vedute acquisite raffigurano località del Cuneese: dalla &quot;Salutiarum Civitas vulgo Saluzzo&quot;, alla &quot;Verzolium Oppidum&quot;, dedicata appunto alla fortezza di Verzuolo, con il Monviso da sfondo; dalla &quot;Brayde Oppidum, vernacule Bra&quot;, alla veduta a volo d&#039;uccello della città e del forte di Demonte, alla descrizione della Certosa di Pesio ritratta nel 1667. Non mancano due incisioni dedicate al capoluogo provinciale, una pianta a volo d&#039;uccello e una veduta prospettica, non firmata dal Boetto ma attribuitagli dal parere degli studiosi. Infine, non poteva mancare la famosa &quot;Delinea Civitatis Fossani in Principatu Pedemontii&quot;, che Boetto dedica alla propria città di origine. La raccolta delle opere dell&#039;architetto fossanese, messa insieme nel corso degli anni dalla Fondazione CRF, diventa così più cospicua. L&#039;ente aveva già in sua proprietà una copia completa del Theatrum Sabaudiae, in quattro volumi, nella V edizione del 1725, altri volumi illustrati da Boetto e dedicati all&#039;ingresso del duca Carlo Emanuele II in Savigliano nel 1668, al funerale del principe Vittorio Amedeo I di Savoia, un libro edito nel 1655 dal titolo &quot;Parnassus Triceps&quot;. La collezione comprende ancora altre incisioni raffiguranti diversi soggetti sacri e profani, che testimoniano la versatilità del Boetto. &quot;E&#039; un patrimonio culturale - commenta ancora Miglio - che attira l&#039;interesse di numerosi ricercatori e storici dell&#039;arte, che in questa raccolta hanno l&#039;opportunità di esaminare un campione significativo della sterminata produzione artistica di Giovenale Boetto, confrontandolo con altre opere della medesima epoca. L&#039;investimento compiuto dalla Fondazione ha dunque un interesse scientifico, oltre che permettere l&#039;acquisizione a un uso pubblico di tali opere, altrimenti destinate a confluire in collezioni private e di difficile accesso&quot;. A conferma della disponibilità della Fondazione alla fruizione del proprio patrimonio artistico, un&#039;opera importante di Giovenale Boetto è stata recentemente data in prestito al Comune di Campione d&#039;Italia, per una mostra in programma dal 12 aprile al 15 giugno. La cittadina italiana a ridosso del confine svizzero ha infatti deciso di dedicare un evento al concittadino Isidoro Bianchi (1581-1662), pittore noto per la sua attività di affrescatore in Lombardia e in Piemonte, in varie prestigiose residenze sabaude. Fra le opere selezionate dal curatore, il dott. Daniele Pescarmona della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Milano, figura anche l&#039;opera &quot;Funerale di Vittorio Amedeo I in Torino&quot;, che riporta appunto quattro incisioni su rame. La mostra è stata allestita nell&#039;ex-chiesa di S. Zenone che ospita la galleria Civica di Campione d&#039;Italia. Un &quot;pezzo&quot; di Fossano è stato dunque presentato in un contesto di grande prestigio, contribuendo a far conoscere l&#039;opera di un concittadino illustre come Giovenale Boetto.</description>
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